Intelligenza Artificiale: Come cogliere una (grande) occasione

L’Intelligenza Artificiale è davvero un potente strumento di sviluppo, di riduzione dei tempi dedicati alla produzione di progetti e alla creazione di contenuti per la comunicazione digitale; un’appendice neurale di supporto a teste pensanti; insomma, il cervello in outsourcing, (quasi) gratis.

E per i “pescatori” del web comincia la festa.

Certo, devono accontentarsi di pesci piccoli, perché quelli evoluti, per diventare e restare tali, devono interpretare il cambiamento in modo attivo e non passivo e, soprattutto, conservare lucidamente la capacità di valutare se le proposte sono serie, supportate dalla competenza e, inoltre, se  le promesse sono credibili.

Nonostante questo, nella gara a chi promette di più tra i “markettari digitali” che assicurano la moltiplicazione di pani e pesci di biblica memoria (in modo facile e veloce utilizzando ovviamente la loro piattaforma) restano purtroppo troppi pesci che cadono nella rete. Mentre i pani restano appannaggio degli imprenditori, grandi o piccoli, che ricorrono innanzitutto alla propria esperienza e al buon senso per comprendere, prima di investire, qual’è il perimetro all’interno del quale orientare le proprie attività digitali, per affiancarle ed integrarle con le proprie strategie di sviluppo del business e dell’organizzazione interna.

Che fare dunque per cogliere l’occasione senza scivolare nella rete? 

Innanzitutto informarsi; comprendere vantaggi e limiti nell’utilizzo operativo dell’IA, come integrarla in azienda e in quali ambiti; poi formare i collaboratori che dovranno utilizzare tale potentissimo strumento e che dovranno decidere quali attività svolgere all’interno acquisendo, contemporaneamente, le competenze per valutare l’offerta di consulenti e fornitori.

Sarebbe un peccato che questa grande opportunità venisse sminuita dalla narrazione opportunistica e meramente commerciale di consulenti, o presunti tali, che promettono aumenti di fatturati a due cifre.

Ma noi abbiamo fede nel fatto che la solida struttura di micro e piccole imprese italiane, formata innanzitutto da persone che hanno lavorato al loro progetto imprenditoriale, rischiando, affrontando e risolvendo problemi complessi, che sanno che non esistono quasi mai le soluzioni semplici, non si lascerà incantare dai pifferai digitali che, dopo una prova gratuita fatta da una paginetta motivante (creata ovviamente con l’IA), faranno scivolare davanti al “lead” (così chiamano le nostre imprese nel loro lungo elenco su un foglio di calcolo) contratti pluriennali con impegni e penali scritti in calce in corpo 5.

ISTAT, nel suo Report “Imprese e Ict – Anno 2024”, prevede che un quinto delle imprese italiane abbia programmato di investire in IA nel prossimo biennio. 

Di fatto già un terzo delle grandi imprese utilizza tecnologie di Intelligenza Artificiale e cresce dal 5,0% all’8,2% la quota di quelle con almeno 10 addetti, pur mostrando ritardi rispetto alla quota dell’area Ue27, il 13,5%.

Dovremo essere attenti, formati e informati; è una grande chance per le imprese italiane, che hanno nella capacità di evoluzione e adattamento una delle caratteristiche distintive; sfruttiamola subito, usiamola bene.

Paolo Mander – Owner Atlantide